Di Alessandro Marano
Eccoci, ripartiamo!
Anno nuovo ………….. (Aggiungi un contenuto positivo).
Mi ero riproposto, mentre stavo aprendo una bottiglia di spumone del Lidl in quel di
Weisbaden a capodanno, che sarebbe stato figo veramente scrivere un articolo sul primo
disco dell’anno nuovo.
Fatto interessante su Weisbaden: Capoluogo di provincia estremamente posh con un centro
storico davvero carino pieno di vaiasse americane nei bar del centro a scassarsi di shots
locali (Uno dei tanti si chiama “Mexicana” ed è tipo un mini Bloody Mary) mentre i mariti si
fanno i turni di notte alla base Nato che dista tipo 20km.
Ovviamente si parla sempre di dischi di genere e/o sui generis. Fra la varia monnezzella
super truzza e tentativi strani di spingere dischi latinoamericani all’inizio di un anno che è
uno dei più freddi in UK dal 2011, esce il 6 di Gennaio, senza alcuna richiesta dal popolo, il
nuovo capitolo dei Svizzeri Paleface Swiss.

Band dal nome abbastanza DOP, ma tralasciamo. Il disco °Cursed° è un calderone di roba
già sentita ed abusata con la formula perfetta di riprendere il Nu-Metal anni ‘90 voce a
pezzotto d’autore di Jonathan Davis e l’ego di cercare il Corey Taylor interiore come se fosse
l’animale guida di Mark “Zelli” Zwellerg.
Agghiacciante l’intro in cantico spagnolo “Un Pobre Nino Murio” per seguire nella strumentale
Hatred; esibizione tecnica della band, partorita molto probabilmente dalla voglia folle del
producer di provare il Ctrl+V su Logic a schifio in quello che teoricamente dovrebbe essere
un brano Djent…L’unica cosa concreta che manca è il cantato.
Se vogliamo trovare qualcosa di positivo in un disco che suona tutto uguale è di sicuro
quanto la band possa far felice tutte le fasce °incerte° dell’utenza metal Gen Z/Alpha.
Mi spiego meglio:
I Paleface Swiss si possono identificare come quasi belli guaglioni tatuati a schifo e
seminudi; Il cantante bene o male è il frescone di turno quasi palestrato e quindi piacevole
all’occhio di una fascia femminile educata verso line up come: Falling in Reverse, Bring Me
The Horizon e MGK ultimo periodo (Ma pure precedente).

Riescono poi ad avere la fiducia e l’ascolto degli inesperti del genere o chiunque si possa
identificare in bands come:
Architects
Bring Me the Horizon
Korn
Slipknot
Mouthbreather
Head-pe
Quindi risulta estremamente facile per queste “band di mezzo” racimolare pollici su fra la
vecchia comunità rincoglionita e le nuove vele educate malissimo.
Un paesaggio molto desolato per i Paleface Swiss a cui auguro tutto il bene nel loro tour
mondiale di quest’anno, e in questo momento io mi domando come ci siamo ridotti ad
accettare che cloni possano fare un giro del mondo del genere.
Dischi letteralmente creati come il Lego per bimbi da un producer. Sempre le stesse parti,
sempre gli stessi ritornelli, sempre gli stessi breakdown.Il fatto stesso che l’utenza metal accetti su un palco gruppi del genere…e posso certificare
che non parliamo di un isolato esempio, ma di un proprio market. Una massa di band middle
stage per riempire degli spazi in big festivals. Mentre l’utente medio guarda imbarazzato, o
demoralizzato.
Per concludere, immaginate che in un angolo ci sta Ciro vicino alla Feltrinelli di Piazza
Garibaldi che vi dice:
°Capo, tengo il disco ancora non uscito dei Unwound ve lo giuro tutto originale che mio cognato
fatica giù alla Matador record”.
Tu ti avvicini e ti pare pure vero, contrattazione veloce, giro di soldi, un momento di
distrazione, Ciro scompare…
E nella busta ti trovi l’ultimo dei Paleface Swiss.

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