Di Antonio Iannola

Amici del grindcore, esce oggi il vinile 7 pollici delle nostre scimmie preferite. Parlo di “Sticks” degli Ape Unit. Primati che dal 2009 si sono evoluti notevolmente fino a sfornare un bel macello di riffoni e sifoni matematici, per la gioia di tutti i cervelletti che cercano di cordinarlo in maniera prossima alla comprensione.

Il disco esce per una lunga cordata di etichette: Blood Factor Negative, Drinkin’ Beer In Bandana Records, Esagoya Records, Here And Now Records, Loner Cult, Nihilocus Records, Psycho Control Records, Rotten To The Core Records, The Fucking Clinica e la Vollmer Industries (ormai sempre presente quando parliamo di randellate d’autore sul suolo nazionale).

Ritmi rotti, batterie urgenti e chirurgiche, chitarre cicciotte (se il bon-ton del body shaming lo permette) e una voce che stride e gracchia proprio come la realtà contemporanea che ci circonda, compongono una manciata di minuti di violenza, sapientemente registrata ai Magma Studio di Torino e masterizzata da James Plotkin. Li sento vicini agli Squid Pisser, ai Deaf Club (quelli di Meehan), ai Missouri Executive Order 44, in alcuna accezione anche ai Drosera e potrebbero tranquillamente gravitare nel fantastico mondo della Three One G di Justin Pearson. Belle scimmie.

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